CISSR – Incontro annuale sulle origini cristiane: è aperto il Call for Papers

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Si apre oggi, 25 febbraio 2015, il Call for Papers del secondo Incontro annuale sulle origini cristiane organizzato dal CISSR (Centro Italiano di Studi Superiori sulle Religioni). Il convegno si terrà presso il Centro Residenziale Universitario di Bertinoro, nella prima settimana di ottobre.

Gli incontri annuali del CISSR sono pensati innanzitutto come un luogo di confronto tra specialisti, ma è prevista la possibilità di partecipazione anche per un certo numero (per ora ristretto) di uditori. Oggetto principale delle riunioni annuali è la ricerca su Gesù in prospettiva storica, l’esegesi dei testi protocristiani in tutto il loro vasto corpo e in tutte le loro lingue, e più in generale la storia del primo cristianesimo nel contesto giudaico ed ellenistico-romano (comprendendo quindi storia e testi del giudaismo biblico e extrabiblico, e storia e testi del mondo ellenistico-romano). Gli interventi spaziano tra un ampio ventaglio di prospettive metodologiche: muovendo dagli approcci più classici dell’esegesi storica, della storia comparata delle religioni, dell’archeologia o della papirologia, fino a includere le nuove frontiere di ricerca aperte dalle scienze socio-antropologiche, dagli studi culturali e dalle scienze cognitive.

Per maggiori informazioni sull’evento e sulle modalità di partecipazione, si rimanda al sito ufficiale del CISSR. Il programma dettagliato del primo incontro (2014) si può consultare qui (in formato pdf), mentre l’elenco completo delle unità tematiche previste per quest’anno è visionabile su questa pagina (versione inglese qui).

Chi scrive fa parte del comitato promotore degli incontri, e non può che rallegrarsi dell’enorme successo ottenuto dall’iniziativa l’anno scorso (e che si spera possa ripetersi anche quest’anno, con una sempre più ampia partecipazione di studiosi provenienti dall’estero). Si tratta di un piccolo, ma luminoso segnale di speranza per la ricerca storico-religiosa in Italia, in controtendenza rispetto a un clima politico e culturale che in questi ultimi anni si è dimostrato assai poco favorevole allo sviluppo di un discorso critico – nel senso più alto del termine – sulle religioni, anche e forse soprattutto a livello universitario.

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