Questionario di Proust

Sì, è toccato pure a me: con un po’ di vergogna,
rispondo al questionario che mi ha inviato A.S. per e-mail
(tra parentesi, povero Proust). 

Qual è il tuo ideale di felicità?

Una cosa a metà strada fra il Cantico delle creature e The Big Bang Theory.

Per quali errori hai più indulgenza?

Ovvio: per quelli che commetto io.

Il tuo passatempo preferito?

L’osservazione scientifica delle nuvole.

La cosa che detesti di più?

Ce ne sono troppe. Passiamo pure alla prossima domanda.

Saresti capace di uccidere qualcuno?

Temo proprio di no.

Qual è il tuo principale difetto?

Penso sia la maldicenza, ma non vorrei applicarla anche a me stesso.

Come ti collochi politicamente?

Facile: fra Aristotele e l’Apocalisse.

Cosa ti porteresti su un’isola deserta?

Un accendino e la Divina Commedia.
(Però non li userei insieme.)

La tua città preferita?

Le mie città preferite sono quelle in cui alla fine non vorrei vivere (Gerusalemme in testa). Perciò ne indico due con la B: Bologna e Bordeaux.

Il personaggio storico che ammiri di più?

Il Gesù storico. Anche perché tutti lo inseguono e nessuno sa dove stia.

Scrittore preferito? 

Facile anche questa: Pierre Menard, autore del Don Chisciotte.

Film del cuore?

Au hasard Balthazar di Bresson, La finestra sul cortile di Hitchcock, Shakespeare a colazione di Robinson, Film Rosso di Kieślowski. E comunque: abbasso il cinema e viva la letteratura.

La musica che ascolti più spesso?

Diciamo che posso andare da Mozart alle grattugie elettriche.

Un libro sul comodino? 

Il mitico Nestle-Aland, e poi Erodoto, Vico, il Chuang-Tzu…
L’importante è non tenere un solo libro.

Hai un motto?

No, o forse sì, dipende. Che è poi un altro modo per dire:
“Raro concedit, numquam negat, semper distinguit”.

Come vorresti morire?

Come si diceva una volta, in grazia d’Iddio.

E cosa vorresti scritto sulla lapide?

“Qui Tutto OK” (ma in greco suona meglio: Όλα Καλά).

***

[Ringrazio Alessandro de Lachenal per avermi indicato un errore. Ultima modifica: 18.10.2017]