Questionario di Proust

Sì, è toccato pure a me: con un po’ di vergogna,
rispondo al questionario che mi ha inviato A.S. per e-mail
(tra parentesi, povero Proust). 

Qual è il tuo ideale di felicità?

Una cosa a metà strada fra il Cantico delle creature e The Big Bang Theory.

Per quali errori hai più indulgenza?

Ovvio: per quelli che commetto io.

Il tuo passatempo preferito?

L’osservazione scientifica delle nuvole.

La cosa che detesti di più?

Ce ne sono troppe. Passiamo pure alla prossima domanda.

Saresti capace di uccidere qualcuno?

Temo proprio di no.

Che mestiere avresti voluto fare se non facessi quello che fai?

Se quello che faccio consistesse davvero al 75% di ricerca e al 25% di insegnamento, allora non avrei dubbi: sarebbe esattamente quello che avrei voluto e vorrei ancora fare.

Qual è il tuo principale difetto?

Penso sia la maldicenza, ma non vorrei applicarla anche a me stesso.

Cosa ti porteresti su un’isola deserta?

Un accendino e la Divina Commedia.
(Però non li userei insieme.)

Come ti collochi politicamente?

Facile: fra Aristotele e l’Apocalisse.

La tua città preferita?

Le mie città preferite sono quelle in cui alla fine non vorrei mai vivere (Gerusalemme in testa). Perciò ne indico due con la B: Bologna e Bordeaux.

Il personaggio storico che ammiri di più?

Il Gesù storico.

Scrittori preferiti? 

Quelli che mi divertono di più: Joyce, Perec e la premiata ditta Borges & Bioy Casares.

I tuoi eroi nella letteratura? 

I traduttori.

Film del cuore?

Uno per ogni stagione. Primavera: Au hasard Balthazar di Robert Bresson. Estate: La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock. Autunno: Film Rosso di Krzysztof Kieślowski. Inverno: Shakespeare a colazione di Bruce Robinson.

La musica che ascolti più spesso?

Tra i piaceri della vita, c’è quello di rispondere alla domanda sul musicista preferito dicendo “Brian Peter George St John le Baptiste de la Salle Eno”.

Il profumo che preferisci? 

Quello dell’erba e dell’asfalto dopo un temporale.

Un libro sul comodino? 

Erodoto, Vico, il Chuang-Tzu… Ma anche un bell’atlante, un dizionario, o una copia dei Salmi nella traduzione di Ceronetti. Un po’ di tutto, perché i libri non vanno mai lasciati soli.

Hai un motto?

No, o forse sì, dipende. Cioè la versione italiana del motto medievale:
“Raro concedit, numquam negat, semper distinguit”.

Come vorresti morire?

Come si diceva una volta, in grazia di Dio.

E cosa vorresti scritto sulla lapide?

“Qui tutto ok” (ma in greco suona meglio: Όλα Καλά).

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[Modificato: 19 marzo 2017]