È online il Codex Sinaiticus

Giornali e agenzie di stampa lo hanno definito come «la più antica Bibbia del mondo», addirittura come «il più antico ed esteso testo sacro esistente» (!): in realtà il Codex Sinaiticus – da ieri integralmente consultabile online, grazie al lavoro di un’équipe di ricercatori coordinati dalla British Library – è “soltanto” il più antico manoscritto completo contenente insieme il testo dell’Antico Testamento (la cosiddetta versione dei LXX) e del Nuovo Testamento in greco, con l’aggiunta in appendice di alcuni testi cristiani extra-canonici, ossia l’Epistola di Barnaba e il Pastore di Erma (questi ultimi, tuttavia, non presenti in forma integrale).

Dettaglio dal fascicolo 34, f. 8 recto.

Dettaglio dal fascicolo 34, f. 8 recto.

Il codice, di enorme importanza per gli studi biblici, risale al IV secolo, e viene indicato nelle edizioni critiche con la sigla א o 01. La sua particolarità è appunto quella di trasmettere in unico volume il canone delle Scritture ebraiche, esattamente come il suo contemporaneo Codex Vaticanus, oltre al fatto di aver subito numerosissime correzioni nel tempo: le ultime risalgono addirittura al XII secolo.

Lo studio di tutte queste correzioni è al centro del dibattito scientifico fin dall’epoca del suo ritrovamento, che venne effettuato dal filologo e teologo tedesco Lobegott Friedrich Konstantin von Tischendorf presso il Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai, in Egitto, tra il 1844 e il 1859 (la vicenda rocambolesca della scoperta e della conservazione del codice è al tempo stesso tra i capitoli più affascinanti della filologia moderna).

Il codice presenta praticamente tutte le possibili varianti che possono essere individuate nella storia della trasmissione dei testi biblici: sia modifiche non intenzionali (errori di tipo visivo; errori di tipo auditivo; errori di memoria; errori di giudizio), sia modifiche intenzionali (correzioni riguardanti grafia e grammatica; armonizzazioni con altre fonti; aggiunta di complementi per chiarire o completare un testo; soluzioni di difficoltà nelle notizie storiche o geografiche; combinazione di diverse lezioni; modifiche dovute a considerazioni dottrinali; aggiunta di particolari per abbellimento).

Per questo la sua “pubblicazione” online, che include la possibilità di visionare nel dettaglio ogni singolo foglio del codice, è un evento che gli studiosi non mancheranno di salutare con entusiasmo.