Paul in His Jewish Matrix

Si apre oggi alle ore 15, presso l’Aula Paulina del Pontificio Istituto Biblico di Roma, il Simposio internazionale “Paul in His Jewish Matrix”, organizzato dal Centro Cardinale Bea di Studi Giudaici (Pontificia Università Gregoriana) in collaborazione con lo stesso Istituto Biblico, con l’Università Ebraica di Gerusalemme, con l’Università Cattolica di Leuven (Belgio) e con la Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura.

Il programma del Simposio, che prevede la partecipazione di una ventina studiosi, è consultabile qui. Gli interventi aperti al pubblico sono due: Ed Parish Sanders, “Paul’s Jewishness” (oggi pomeriggio, alle ore 18, presso l’Aula Magna del Pontificio Istituto Biblico) ed Emanuel Tov, “The Septuagint between Judaism and Christianity” (giovedì pomeriggio, stessa ora e stesso luogo). Entrambe le conferenze saranno tenute in lingua inglese, la seconda con traduzione simultanea in italiano.

Tra gli italiani che parleranno al convegno, vi sono Antonio Pitta (“Paul the Pharisee and the Law”), Pasquale Basta (“Paul and the gezerah shawah. A Judaic Method in the Service of Justification by Faith”), Adriana Destro e Mauro Pesce (“The Heavenly Journey of Paul [2 Cor 12:1-4]: A Judaic ‘Tradition’ or a Roman-Hellenistic Religious Practice?”).

Di particolare interesse, a giudizio di chi scrive, sono inoltre i titoli proposti da Shaye J. D. Cohen (“From Permission to Prohibition: Paul and the Early Church on Mixed Marriage”) e Justin Taylor (“Paul and the Jewish Leaders at Rome: Acts 28:17-31”). Il Convegno si concluderà con un dibattito, moderato da David Satran (Università Ebraica di Gerusalemme) e Reimund Bieringer (Università Cattolica di Leuven).

One thought on “Paul in His Jewish Matrix

  1. E non hai nominato Paula Fredriksen!!!
    Se hai potuto seguire il convegno, beato te!
    Non so cosa avrei dato per vedere dal vivo Sanders (non dico “sentire” perché ha quell’accento da texanaccio che mi rende a tratti un po’ difficoltosa la comprensione)… e invece mi è toccato di andare al Festival della teologia di Piacenza solo per scoprire che Moltmann ha tirato il bidone.
    Ingiustizie.
    :(

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